Perché mi candido - Alberto Gaffuri

Vai ai contenuti

Menu principale:

Perché mi candido

Alberto il Candidato
Sì, mi candido. Lo faccio con la consapevolezza che, comunque andrà, si tratterà di una sfida intensa, coinvolgente e affascinante. Dopo quasi nove anni da sindaco di Albese con Cassano, e con  una discreta esperienza raccolta in vari ambiti a livello provinciale, mi sento pronto. O, almeno, lo credo. La mia non è stata una disponibilità. Inutile dica il contrario per giustificarmi tardivamente. Ho rincorso questa candidatura al Consiglio regionale lombardo più con i fatti che con le alleanze, puntando a quei temi – uno su tutti, la Tangenziale di Como – che in pochi, almeno all'inizio, volevano abbracciare. Come dar loro torto, del resto, viste le enormi difficoltà da affrontare (pensiamo, tra i tanti, al percorso per l'affidamento a ComoAcqua del ciclo idrico integrato, oppure alla fusione – non arrivata a compimento – tra Cpt ed Spt finalizzata a passare dalle attuali due società a una sola) e i risicati margini di risultato?
Ora, però, si riparte. L'obiettivo è arrivare al 4 marzo con alle spalle tutto quanto possa fare per convincere anche uno solo di chi mi sta attorno della necessità di dare alla Provincia di Como maggior rappresentanza in Regione Lombardia rispetto a quella che finora è stata. La mia non è una critica gratuita e pretestuosa visto il periodo elettorale che ormai è alle porte, ma una realtà.
Vogliamo parlare dell'assurda decisione di dividere in due il territorio comasco in ambito sanitario, con numerosi comuni del lago staccati da Como per guardare a Sondrio? Dobbiamo tirare fuori la mancanza di difesa nei confronti degli oltre 20mila frontalieri che ogni giorno vanno in Svizzera a lavorare rispetto ai continui attacchi da parte della politica ticinese? E' bene riprendere la questione del pagamento del primo lotto della cosiddetta Tangenziale di Como, o anche solo chiedersi perché in cinque anni del secondo lotto si sia soltanto parlato? Vogliamo entrare nella gestione dei trasporti ferroviari, con decine di migliaia di pendolari preda di treni costantemente in ritardo, stazioni non curate e razionalizzazioni che colpiscono sempre più i lavoratori che si spostano quotidianamente tra Como, Asso e Milano? Che dire poi della gestione delle montagne, tanto dimenticata che basta un semplice incendio per creare emergenze che durano giorni e giorni a due passi dalle nostre case?
Questi, e tanti altri, sono i motivi che mi spingono a credere di poter dare il mio contributo in rappresentanza di Como e dei Comaschi. A Milano affinché il Comasco conti, dunque, con l'ambizione che non solo il capoluogo, ma anche le valli, il lago, la pianura e la fascia collinare sia considerata e non, invece, relegata ai margini come troppo spesso appare.
Se credi io possa essere utile al nostro territorio, ti chiedo di darmi una mano a raggiungere il nostro obiettivo. Assieme.
 
Torna ai contenuti | Torna al menu