NON MI RICANDIDO: DOPO 10 ANNI DI ENTUSIASMO E' BENE FERMARSI E RICARICARE LE PILE - Alberto pensa - Alberto Gaffuri

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NON MI RICANDIDO: DOPO 10 ANNI DI ENTUSIASMO E' BENE FERMARSI E RICARICARE LE PILE

Pubblicato da in Alberto il sindaco ·
Cari Albesini

Scrivo queste righe, evidentemente non esaustive d’un pensiero che ormai da mesi sta maturando in me, per confermare la volontà di non ricandidarmi alle prossime elezioni comunali. Dopo 10 anni di impegno (più o meno ben fatto non sta a me dirlo) alla testa dell’Amministrazione comunale di Albese con Cassano - il mio e il nostro paese - ho deciso, non senza una punta di rammarico, di prendermi una pausa.
Amministrare un Comune, è bene saperlo, non è un compito che si possa caricare sulle spalle alla leggera, tantomeno pretendere di farlo senza quell’entusiasmo e quegli stimoli ad andare avanti che finora mi hanno contraddistinto e che, evidentemente, dopo un decennio hanno bisogno di essere ricaricati per non trasformarsi in un freno, anziché in un valore aggiunto, per la nostra comunità.

La mia non è una fuga da qualcosa, ma il naturale epilogo di un’attività - quella di sindaco - che mi ha visto vincere le elezioni nel 2009 a nemmeno 32 anni d’età ed essere riconfermato in quel ruolo cinque anni più tardi con oltre l’84% dei voti. Non è stato un periodo semplice. Tante le priorità cui fare fronte (dalla rete dell’acqua potabile alla viabilità extracomunale, dalle esondazioni della roggia di via Montorfano alla frana di via ai Monti, tanto per citarne alcune), molte le iniziative messe in atto per affrontare la netta contrazione delle risorse a disposizione senza intaccare troppo i servizi a favore di tutti noi.

Fare un elenco servirebbe a poco, tanto più che chiunque può accedere al sito del Comune e, attraverso le relazioni di mandato 2009-2013 e 2014-2018, verificare con i suoi occhi ciò che effettivamente è stato fatto al netto della percezione che finora ha avuto. Si tratta di due documenti ufficiali, redatti dagli uffici e, quindi, pressoché neutri nel fotografare l’avvenuto. Inizialmente avevo pensato di creare un libretto per raccontare anche con le foto le decine e decine di opere finanziate e realizzate. Riflettendoci un po', però, ho deciso di soprassedere, derubricandolo a un inutile sfoggio che certo non si addice al mio modo d’essere.
Meglio dunque parlare del Consiglio comunale dei ragazzi che, nato quasi per caso, ha avvicinato quasi un centinaio di giovani alla pubblica amministrazione, oppure di quella festa di Santa Margherita che, finalmente, fa sì che tutti noi ricordiamo la nostra patrona nel giorno ad Ella dedicata, ossia il 5 Luglio. Di occasioni per essere orgogliosi della nostra comunità, peraltro, ne sono state vissute tante e tali che una fredda elencazione non renderebbe giustizia allo sforzo fatto dai molti che si sono adoperati per renderle possibili. A tutti loro va, nessuno escluso, il mio più sentito ringraziamento, in primis per avere sostenuto idee non sempre comode da trasformarsi in realtà.

L’opportunità che mi fu data ormai dieci anni or sono è stata, per me, unica. Tante le responsabilità portate avanti nel quotidiano, tante le situazioni nelle quali intervenire, spesso in silenzio, a tutela del benessere collettivo e di quello dei singoli. Molti di voi mi avranno conosciuto in questo modo, del resto.

Ringraziandovi tutti, in specialmodo coloro che con le continue critiche – quasi mai a viso aperto – hanno permesso di raggiungere i significativi risultati che vi invito davvero a leggere nelle relazioni ufficiali, permettetemi di citare per nome i quattro pilastri su cui si reggono i nostri uffici (Chiara, Mara, Davide e Flavio) e, attraverso questi ultimi, di abbracciare i dipendenti presenti e passati del nostro Comune, troppo spesso giudicati senza la benché minima conoscenza di ciò che sono costretti a fare per spingere una macchina sempre più aggrovigliata da adempimenti burocratici di vario tipo, per giunta in costante crescita.

Non può mancare un pensiero a chi mi ha sostenuto nel corso di questi due mandati. Un abbraccio fraterno – e un sentito in bocca al lupo - va dunque a Carlo, mai un passo avanti, ma sempre al mio fianco nel rispetto dei reciproci ruoli, a Ginetta, Valentina, Lele, Mario, Tonino e Paolo, validi compagni di giunta, a Sara, Nando, Alessandro, Nicoletta per l’apporto dato in consiglio comunale. Un pensiero speciale va a Teo, al quale sarò per sempre riconoscente.

Ultima, ma non certo per importanza, viene la mia famiglia. A mia moglie, ai miei figli, ai miei genitori, a mia sorella, ai miei cognati e ai miei suoceri va il mio ringraziamento più profondo per la comprensione dimostrata e per l’accettazione di una presenza limitata in termini temporali e non sempre al massimo per attenzione e partecipazione.

Fare il sindaco è un onore per chi ricopre la carica e un onere per quanti gli stanno accanto. Ecco perché, avvicinandosi il congedo, più che incensare il mio operato era giusto rendere merito a chi quell’azione l’ha resa davvero possibile.



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