LA CAMPAGNA VA SALVAGUARDATA? SI', E CI SIAMO RIUSCITI (tempo medio di lettura >3') - Alberto pensa - Alberto Gaffuri

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LA CAMPAGNA VA SALVAGUARDATA? SI', E CI SIAMO RIUSCITI (tempo medio di lettura >3')

Pubblicato da in Alberto il sindaco ·
Ci sono battaglie che, a prescindere dal risvolto pubblico, vale la pena siano portate a compimento. Quella per salvare la campagna di Albese con Cassano, l’ultimo lembo non costruito della piana tra Albavilla e Orsenigo, è senza dubbio una di quelle. Nei giorni scorsi, Regione Lombardia ha finalmente accolto la nostra richiesta, eliminando quella strada che, in precedenza, si era ipotizzato dover collegare la Como-Bergamo alla Como-Lecco proprio tagliando da sud-ovest a nord-est i terreni oggi coltivati del nostro paese.
Contro questa ipotesi il Comune di Albese con Cassano si è sempre opposto. Lo ha fatto fin dall’inizio, consapevole che per cambiare quella previsione ci sarebbero voluti anni. Ora, però, il risultato è arrivato, perché l’apposito tavolo tecnico convocato a Palazzo di Lombardia lo scorso 19 giugno ha completamente rivisto il precedente tracciato, spostandolo a sud nel tratto che interessa Orsenigo (a monte dell’area industriale, nell’area già vincolata dalla Varese-Como-Lecco e dall’alta tensione esistente) e a est nella parte che risale a lato dell’area industriale di Albavilla, in sostanza ai piedi del bosco di Saruggia.
Albese con Cassano, come è facile intuire dalla cartina, non sarà minimamente toccato dalla futura strada. Ciò significa che la sua campagna sarà interamente preservata, a tutto vantaggio della sua conservazione.
Interessa a qualcuno? Boh, non lo so. Di certo era un preciso impegno che l’amministrazione comunale si era preso e, dunque, sono soddisfatto che il lavoro fatto sia sbocciato in questo risultato.
Mi piace pensare che di qui ai prossimi decenni la nostra campagna, o quantomeno quel che ne rimane, non debba essere ulteriormente rovinata da insediamenti che, nei fatti, non sempre hanno tenuto conto dell’impatto che avrebbero avuto sul territorio. Aree industriali non collegate, capannoni che crescono sui confini comunali (e, sull’altro versante, campagna), strade che da due corsie diventano un sentiero, corsi d’acqua sempre più intubati senza possibilità di esondazione naturale rappresentano un problema evidente a chiunque anche solo passeggi in queste zone.
Aver evitato che la “bretella” passasse proprio dove oggi si cammina e si coltiva ancora è un grande risultato. Almeno per me e per i tanti che mi piacerebbe lo dicessero pubblicamente, invece di farlo soltanto sottovoce.




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