ATTORNO A ME, UN MONDO DI BENE DA RICONOSCERE - Alberto pensa - Alberto Gaffuri

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ATTORNO A ME, UN MONDO DI BENE DA RICONOSCERE

Pubblicato da in Semplicemente Alberto ·
Ci sono tante azioni, piccole o grandi che siano, che rendono migliore la nostra vita, o quella di chi ci sta attorno. Troppo impegnati in mille attività per lo più inutili, o comunque non indispensabili, ci siamo un po’ tutti abituati a sottolineare ciò che mancava piuttosto che a evidenziare il tanto che ci circondava.
In queste settimane di forzata clausura, però, l’occasione di guardare dritta negli occhi quanta bellezza ci abbraccia ce l’abbiamo. Non parlo, s’intende, della bellezza dei luoghi; penso, invece, alla bellezza delle donne e degli uomini che si stanno impegnando per chi è a casa.
A medici, infermieri e sanitari in genere non saremo mai sufficientemente grati; così anche alle forze dell’ordine, agli addetti alla logistica, ai manutentori e ai lavoratori del comparto alimentare: un grazie, sentito, non dovrà mancare. Fare un elenco di chi, per professione, è oggi in prima linea sarebbe riduttivo: finirei per dimenticarne sempre qualcuno. A tutti, nessuno escluso, va il mio pensiero.
Accanto a questa realtà, ce ne è un’altra altrettanto valida, che sul cuore di chi la sta portando avanti con passione e impegno sta basando il suo funzionamento. Dai giovani che portano la spesa a casa ai volontari che si occupano del decoro dei cimiteri, da chi raccoglie viveri per donarli a chi è in difficoltà a quanti si stanno prodigando per fornire senza nulla chiedere mascherine, sono centinaia, semplicemente poggiando l’occhio nel mio paese e in quelli immediatamente vicini, le persone che si sono messe al servizio degli altri.
Saperli impegnati anche per me non soltanto mi fa sentire meno solo, ma mi permette di vedere questa tremenda emergenza con gli occhi di chi sa che, prima o poi, il brutto sarà alle spalle e davanti ci sarà la necessità di ripartire dai fondamentali veri, di valore. Tra questi, metto al primo posto il bene di queste settimane. Perché, tra tante cose che magari potrebbero andare meglio, ce ne sono ben di più che funzionano grazie allo spirito di chi le organizza senza nulla chiedere in cambio, se non un sorriso o una pacca (virtuale) sulla spalla.




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