DIMISSIONI, LA PIU' ALTA FORMA DI RISPETTO PER UN INCARICO - Alberto pensa - Alberto Gaffuri

Vai ai contenuti

Menu principale:

DIMISSIONI, LA PIU' ALTA FORMA DI RISPETTO PER UN INCARICO

Pubblicato da in Alberto il sindaco ·
Tags: #cptcomo#sptholding

Ho sempre pensato all'istituto delle dimissioni come un modo per fuggire dalle responsabilità. Mi sbagliavo. A volte, infatti, sono semplicemente un formidabile strumento per evidenziare qualcosa che deve essere sbloccato e che, in assenza di un gesto forte, sarebbe lasciato andare al suo destino, senza mutamenti. Non è l'unica modalità, sia chiaro. La più plateale, però, sì.

Qualche giorno fa ho deciso di rimettere nelle mani dei soci – 115 Comuni della Provincia di Como – il mio incarico di presidente di Cpt spa. Un ruolo, quest'ultimo, che assunsi nel luglio 2015 su precisa richiesta di alcuni colleghi-sindaci che, preoccupati per un futuro societario tutto da ridisegnare, mi chiesero (e io accettai di buon grado) di dedicare del tempo alla nostra società, un ente di diritto privato interamente partecipato dagli enti locali che lo compongono proprietario della funicolare Como-Brunate.

Cpt detiene la proprietà della funicolare, ma non la gestisce direttamente. Questo, in forza del contratto di servizio di trasporto pubblico redatto dal Comune di Como nel 2004, scaduto e in attesa di essere rinnovato, che ha individuato un diverso gestore dell'infrastruttura di trasporto. In sintesi: incombenze, manutenzioni e obblighi sono di Cpt; i ricavi, invece, no. Cpt ha un patrimonio netto pari a quasi 11,7milioni di euro (oltre a 4,5 di capitale sociale, la parte del leone – 7,1milioni di euro - la fanno le riserve di rivalutazione e contributi). Cpt, infine, non ha dipendenti e nel 2015 ha chiuso l'esercizio con una perdita di 34milia euro. Fin qui, la premessa.

Da anni i Comuni proprietari discutono di come disfarsene. Perché, del resto, detenere quote di una società che non effettua alcun servizio sui vari territori comunali, se non a favore di Brunate (Como, beninteso, non è socio)?
Detto del nocciolo della discussione, la valutazione riguardava (e riguarda tuttora) la modalità d'azione da mettere in campo per arrivare all'obiettivo. Questo, del resto, era l'incarico affidatomi quando mi fu chiesto di presiedere la società.

La prima ipotesi, ovvero lo sciogliomento della società, avrebbe nella vendita della funicolare, non di un bene qualsiasi, la sua croce-delizia. La seconda ipotesi fatta, invece, prevede una fusione tra Cpt spa e Spt Holding, altra società a totale partecipazione pubblica (Cpt spa ne detiene oggi il 28,561%) che, oltre alla gestione dell'autosilo di proprietà di via Castelnuovo, gestisce il suo patrimonio immobiliare (del quale fanno posto i depositi dei bus di linea che viaggiano in Provincia di Como) e la partecipazione in Asf Autolinee srl.

Un'unica società pubblica – questo, in sintesi, il disegno – attraverso la quale gestire gli asset del trasporto della provincia di Como. Tralascio volutamente le decine di incontri effettuati per promuovere questo percorso. Trovata un'iniziale adesione da parte di Spt Holding (della quale, come detto, Cpt spa detiene quasi il 29%, quota che sale al 52% se a questa sommiamo il 23% detenuto dalla Provincia di Como, in linea di principio legata a filo doppio alle decisioni di 115 dei suoi 150 Comuni), su indicazione dell'assemblea – luglio 2016 – s'è dato mandato a un consulente esterno (lo studio Ceppellini Lugano & Associati) di studiare alcune ipotesi di riorganizzazione.

Lo scorso 15 dicembre, l'assemblea di Cpt spa ha votato all'unanimità dei presenti di approfondire l'ipotesi di fusione, onde arrivare a un'unica società con Spt Holding. Una decisione storica, presa però soltanto dal 13% dei soci, visto che l'87% dei Comuni co-proprietari della società non ha presenziato alla seduta. Peccato, ma è così che è andata. Una scelta decisiva lasciata a pochi, pochissimi soci. Grazie a questi ultimi, comunque, ho completato il compito che mi era stato dato.
All'appello, ora, manca soltanto un voto palese da parte dell'assemblea di Spt Holding. Le partecipazioni al suo interno (Cpt e Amministrazione provinciale di Como, lo ripeto, sono al 52%; la maggioranza detenuta impone a entrambi, pur nei rispetto degli altri due soci – Comune di Como e Provincia di Lecco - di dettare la rotta e non, al contrario, di subirla) non lasciano dubbi su quale possa e debba essere il risultato. Si tratta, però, di mettere la proposta ai voti, come fatto da Cpt spa a metà dicembre.

Qui viene il punto. Fino a oggi, i Comuni di Cpt spa poco o nulla si sono spesi per arrivare al dunque. Il 13% già richiamato poco sopra lo dimostra inequivocabilmente. Una decisione di portata storica, invece, abbisogna di una grande partecipazione per essere sostenuta. Ora, che si è arrivati  alla stretta finale, è necessario chiudere il processo. La strada, come è detto è stata individuata. Se anche l'Amministrazione provinciale saprà fare la sua parte, il 2017 potrà essere l'anno della tanto attesa riorganizzazione.  




Nessun commento

Torna ai contenuti | Torna al menu