QUELLA STRADA NON S'HA DA FARE, NE' DOMANI NE' MAI - Alberto pensa - Alberto Gaffuri

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QUELLA STRADA NON S'HA DA FARE, NE' DOMANI NE' MAI

Pubblicato da in Alberto il sindaco ·
Pochi di noi, ma davvero un numero limitato di noi, sa che tra le pieghe delle numerose – e fin qui non finanziate – progettazioni inerenti il collegamento veloce Como-Lecco-Varese (non lo chiamo autostradale volutamente al fine di evitare che, chissà mai, poi a qualcuno venga addirittura in mente di realizzarlo davvero) c'è anche una “bretella” che da Orsenigo porta ad Albavilla.
Il collegamento, che avrebbe il fine di unire la Como-Bergamo alla soprastante Como-Lecco, non è stato disegnato nel punto che chiunque di noi potrebbe aspettarsi – vale a dire tra le due aree industriali esistenti, distanti 300 metri l'una dall'altra – bensì nel pieno della poca campagna ormai rimasta verde, o quasi, in prevalenza in territorio di Albese con Cassano.
Al posto di unire idealmente le due aree produttive di Albavilla (via Padre Meroni) e Orsenigo (via Caio Plinio), i progettisti hanno puntato su un tracciato del tutto alternativo a questo semplice collegamento, pensando a una strada ex novo nel pieno delle campagne, invece di limitarsi a circa 300 metri di strada mancante a collegare le vie appena citate.
Negli strumenti urbanistici dei tre Comuni coinvolti, il tracciato è stato sostanzialmente imposto, senza finora possibilità alcuna di rimuoverlo. Nei mesi scorsi, però, proprio il Comune di Albese con Cassano ha avviato una discussione ufficiale con Regione Lombardia, con l'obiettivo di far modificare quella che è l'attuale (nefasta) previsione, indirizzandola nella direzione sopra descritta (ossia sul collegamento diretto via Padre Meroni-via Plinio) senza altre strade a tagliare la poca terra ancora coltivata.
Il Comune di Albavilla ha abbracciato questa iniziativa, tant'é che congiuntamente le due amministrazioni hanno sottoscritto una lettera indirizzata alla Regione con la quale invitano qust'ultima a rivedere il progetto originale, riducendo non solo i costi dell'ipotetica opera, ma anche il consumo di terreno altrimenti necessario. All'appello, non dubito, si unirà presto anche Orsenigo che, finita la tornata elettorale per l'elezione del sindaco e il contestuale rinnovo del consiglio comunale, sono certo non si lascerà sfuggire l'occasione di sostenere questa proposta.
A questo proposito, proprio nei giorni scorsi ho personalmente scritto ai due candidati Mario Chiavenna e Corrado Terranova per sottoporre a entrambi la tematica. Quest'azione, beninteso, non rappresenta un malcelato tentativo di entrare nella disputa politica di Orsenigo, quanto la volontà di rappresentare ai contendenti, che conosco personalmente da tempo, il desiderio di sottoporre tutte insieme alla Regione un'unica soluzione, a tutto vantaggio del rispetto per il territorio e delle attività produttive che insistono tra Albavilla e Orsenigo.
L'immagine posta sulla destra dello schermo chiarisce senza dubbi quale sia la differenza tra realizzare il collegamento (verde) tra le strade esistenti (rosso) e l'ipotesi di tracciato (giallo) prevista da Regione Lombardia. Dal momento che il fine delle due ipotetiche strade è il medesimo (unire l'ex 639 all'ex 342), è d'immediata intuizione quale sia il senso della proposta messa in campo da Albese con Cassano e sposata da Albavilla. Lungo il tracciato in giallo, peraltro, è facile notare anche la presenza dei pozzi per la captazione dell'acqua potabile dei Comuni di Albese con Cassano, Tavernerio e Orsenigo.
Sono numerose, insomma, le motivazioni che spingono le amministrazioni comunali del territorio a chiedere una revisione della previsione.
Ecco perché, e concluso, sono fiducioso che, a prescindere da chi sia il prossimo sindaco, anche Orsenigo possa sostenere la battaglia avviata dai due municipi confinanti.



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