L'INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DEL NON PENSARE ALLE CONSEGUENZE - Alberto pensa - Alberto Gaffuri

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L'INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DEL NON PENSARE ALLE CONSEGUENZE

Pubblicato da in Alberto il sindaco ·
C'è qualcosa di incomprensibile in quel che le persone compiono incuranti del pericolo che le stesse possono creare. Quanto avvenuto nelle scorse settimane nella vasca di laminazione dell'area industriale di Albese con Cassano, al confine con Montorfano e Tavernerio, ha dell'incredibile. Qualcuno, infatti, ha pensato bene di tappare con un secchio della vernice la tubazione che consente all'acqua accumulata di essere rilasciata gradatamente nella roggia.
Ciò, beninteso, avrebbe potuto creare allagamenti a valle, oppure mandare in crisi il sistema di smaltimento delle acque dei capannoni tutt'attorno al laghetto. Si tratta, ovviamente, di un fatto inspiegabile, soprattutto perché denota l'assoluta noncuranza delle più elementari regole del vivere civile, con il rischio concreto di mettere a repentaglio le attività economiche e, perché no, perfino di provocare pericolose quanto incontrollabili esondazioni a valle, con tutti i danni potenziali conseguenti. Fortunatamente, sul finire dello scorso anno l'Amministrazione comunale ha deciso di appaltare la realizzazione di una recinzione atta a impedire che chiunque scenda verso il laghetto. Sembrerà strano, ma in zona sono stati avvistati improvvisati pescatori (chissà poi che ci faranno con i pesci che riescono a catturare?), personaggi coloriti alla ricerca di chissà cosa lungo il perimetro e perfino bambini (sì, pure loro) a giocare nei periodi di relativa secca. A ogni buon conto, i lavori sono iniziati proprio questa settimana e, per un importo attorno a 7mila euro, consentiranno di chiudere l'accesso alla vasca, così che nessuno possa non solo creare problemi come quelli evidenziati nella foto qui allegata, ma anche involontariamente essere protagonista di incidenti dovuti all'acqua accumulata nelle fasi di pioggia intensa all'interno del lago artificiale. Resta l'amarezza per aver constatato quanto ancora una volta si renda necessaria la creazione di un impedimento fisico per evitare qualcosa che semplicemente il buonsenso dovrebbe impedire di fare. Questa è un'altra storia, però.




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