NON SONO EXTRATERRESTRI, MA I NOSTRI RAGAZZI! - Alberto pensa - Alberto Gaffuri

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NON SONO EXTRATERRESTRI, MA I NOSTRI RAGAZZI!

Pubblicato da in Alberto il sindaco ·
So che mi leggete. Qualcuno di voi me l'ha pure detto e, del resto, i social network sono il vostro pane quotidiano. Inutile provare ad arrivare a voi in altri modi, anche perché, è evidente, fino a oggi quanto fatto non è servito. O, almeno, non ha portato i risultati che avrei voluto.  Peccato, ma un tentativo andava fatto. Il dialogo prima di tutto. Poi, però, viene altro.
Sono ormai mesi che, di tanto in tanto, passo di lì. Le facce che vedo sono più o meno sempre le stesse. Visi giovani, alcuni molto giovani, che riportano indietro me – e tanti di quelli che oggi veleggiano verso i 40 e più anni – ai tempi del famoso “muretto”. Di anni, allora, ne avevo 16 e, dopo che venne a mancare l'oratorio quale punto di riferimento, quelli che al tempo avevano più o meno la vostra età si ritrovarono senza un posto fisso dove stare.
In quell'epoca amavamo fare due tiri al pallone, ascoltare un po' di musica, scherzare tra di noi. I più arditi provavano a scambiare qualche bacetto con le ragazze. Eravamo un po' indietro? Forse. Di certo eravamo ragazzi di paese, e di quel paese ci sentivamo parte al punto da reclamare spazi, occasioni, iniziative da auto-gestire.
Qualche “pistola”, anche allora, c'era. Di esempi potrei farne tanti. Non servirebbe: non scrivo per incitarvi a proseguire nella vostra personale lotta contro chissà cosa, bensì per dirvi, con grande onestà, che la misura ormai è colma.
Le scritte sui muri, i danneggiamenti ai giochi dell'asilo nido, le pisciate  - Sì, si chiamano così. Anche se sono sindaco non trovo miglior altro termine da usare - sul muro del padiglione (peraltro a due passi da dove vi sedete tutti i giorni), i rifiuti abbandonati ogni dove sul nuovo campetto, i preservativi gettati vicino alla scuola, adesso, stanno scattivando tanti. Non sono più soltanto io a essere infastidito dal vostro comportamento, ma c'è una buona fetta di altri compaesani che non tollera più certi atteggiamenti.
Probabilmente ritenete di essere invincibili. A quell'età ci sta. Quanti l'hanno pensato prima di voi, salvo poi essere presi con le mani nel sacco e, oltre alla colossale figuraccia, esser costretti non solo a rifondere i danni fatti, ma anche a subire le ire dei rispettivi genitori.
Il mio pensiero, ovviamente, va anche a questi ultimi. Non ho lezioni da dar loro. Di questo ne sono ben conscio. Al contempo, però, mi piacerebbe pensare che provassero con i loro occhi, almeno una volta, a seguire i loro ragazzi, magari anche da lontano, per capire dove vanno, cosa fanno, come si atteggiano. Normalmente (e immagino sarà così anche per me, fra qualche anno) si tende a credere che sia sempre il figlio di un altro a fare casino. Spesso, invece, non è così e, anche se nessuno lo vorrebbe, si finisce per essere tirati in ballo.
Sono i nostri ragazzi, non extraterrestri venuti da Marte, a fare tutto questo. Non è meglio farli rinsavire, piuttosto che esporli al pubblico ludibrio perché ritratti da una foto-trappola, o identificati dalle forze dell'ordine?
In cuor mio credo di sì.
Facciamolo, dunque. Ognuno per quel che gli compete, senza aspettare la repressione.



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