VIA MONTORFANO NON E' UN'AUTOSTRADA: VEICOLI A 111 ALL'ORA NON POSSONO ESSERE TOLLERATI ULTERIORMENTE - Alberto pensa - Alberto Gaffuri

Vai ai contenuti

Menu principale:

VIA MONTORFANO NON E' UN'AUTOSTRADA: VEICOLI A 111 ALL'ORA NON POSSONO ESSERE TOLLERATI ULTERIORMENTE

Pubblicato da in Alberto il sindaco ·
Ogni giorno, da via Montorfano passano più di 7mila veicoli (7236 per l'esattezza), per un totale di oltre 2,6milioni di transiti l'anno. Tanti, sicuramente troppi se si pensa che si tratta di una via stretta e che la stessa non dispone di alcun marciapiede per proteggere i pedoni.
Il 33,7% dei mezzi rilevati – dati raccolti tra l'8 e il 16 marzo 2016 – affronta il tratto che collega la Como-Lecco (via Lombardia) alla Como-Bergamo (rotatoria degli Scampoli) oltre il limite dei 50 chilometri orari. Ogni giorno, quasi 2500 tra camion, auto e moto corrono più di quel che si potrebbe, insomma.
Di questi, lo 0,1% passa addirittura al di sopra dei 90 chilometri orari. Apparentemente si tratta di una percentuale minima, quasi risibile. Applicato alla realtà, questo dato dice che in un anno oltre 2600 mezzi viaggiano a una velocità molto pericolosa. Questo, alla faccia di cartelli, appelli e raccomandazioni.
Negli anni se ne sono provate tante. In principio furono i dossi, poi fu la volta dell'autovelox piazzato dalla polizia locale. Tante sanzioni nei giorni d'utilizzo; sostanziale inosservanza dei limiti e delle più elementari regole della convivenza negli altri.

Di incidenti, nel frattempo, ne sono avvenuti. Almeno fino a ora, però, non sono stati così gravi da scatenare un'effettiva protesta collettiva legata alla pericolosità di questa strada che, da residenziale quale potrebbe – e dovrebbe – essere, non permette di viaggiare in sicurezza a velocità sostenute. Si lamenta chi ci abita; ignora il problema, invece, la restante parte della popolazione.
Una cosa deve essere chiara a tutti, però. Non importa che la nostra macchina abbia il miglior sistema frenante in circolazione, o che la nostra guida sia attenta e, al contempo, reattiva. I margini d'errore sono dietro l'angolo, così come la possibilità che un ostacolo finisca per invadere la carreggiata, mandando a quel paese tutte le nostre migliori aspettative.
Che fare, dunque? La scorsa settimana, giovedì sera, ci siamo a lungo intrattenuti con i residenti delle vie coinvolte. L'avevamo fatto alcuni anni fa, quando raccogliemmo la richiesta di pensare a qualcosa che potesse almeno mitigare la situazione; l'abbiamo rifatto adesso, provando a ragionare sull'introduzione di meccanismi di dissuasione – le postazioni autovelox semi-fisse, i classici “bomboloni” arancioni a lato della strada – da posizionare lungo la via per rallentare i veicoli.
Lo strumento non deve spaventare nessuno. Per prima cosa il Comune non intende fare cassa. Ciò significa che l'autovelox sarà utilizzato soltanto a spot, ovviamente all'insaputa di chi transita per non vanificare l'effetto dei contenitori che saranno piazzati di qui a qualche settimana. In seconda battuta, il 66,3% degli automobilisti già oggi viaggia entro il limite. Due mezzi su tre, insomma, non corrono, né correranno, pericolo alcuno. Valga la media riscontrata, che tra picchi massimi (61 le auto oltre i 90 orari, col massimo raggiunto a 111 chilometri orari, alle 11.27.06 del 9 marzo 2016) e picchi minimi (109 auto negli otto giorni di analisi sono transitate a meno di 19 chilometri orari) dice che la velocità media si ferma a 47,82 all'ora.
So che, così come sempre avviene in questi casi, le discussioni si leveranno copiose. I tentativi di legare questa scelta alla necessità di incassare sanzioni non mancheranno. Valga, per tutti, un'unica spiegazione. La via Montorfano non è un'autostrada. Capiamolo, tutti assieme, prima che siano gli eventi a travolgerci.




Nessun commento

Torna ai contenuti | Torna al menu