LE (SEMPLICI) RAGIONI DI UN VOTO - Alberto pensa - Alberto Gaffuri

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LE (SEMPLICI) RAGIONI DI UN VOTO

Pubblicato da in Alberto e la politica ·
Domenica, finalmente, si vota. Alle spalle la campagna elettorale, ormai non resta che attendere il voto. Difficile dire come andrà. Di contatti ne sono stati fatti tanti; di confusione se ne è percepita altrettanta, segnale evidente che il disinteresse, in Lombardia così come del resto nell'Italia tutta, è tanto. Al punto, in molti casi, di non volerne nemmeno sentire parlare.
Nell'immenso panorama di offerte, tra manifesti, volantini, messaggi facebook, telefonate, sms e chi più ne ha più ne metta, c'è un'unica, grande, certezza: chi ci capisce è bravo.
Tra voto disgiunto (alla Regione è possibile votare un presidente e, al contempo, un consigliere di un altro schieramento) e preferenze personali (alla Regione è possibile votare fino a due candidati, un uomo e una donna, ovviamente all'interno della stessa lista), in Lombardia si gioca una grande partita. Di tutto questo io ne faccio parte. Ne sono orgoglioso, a prescindere da ciò che (malevolmente) si possa pensare.
Il primo motivo riguarda la stessa possibilità di esserci. Mai, prima d'ora, a un albesino era toccata la concreta possibilità di essere in lizza con ragionevoli chance di farcela al ruolo di consigliere regionale. E' un'opportunità che ho deciso di sfruttare fino in fondo, consapevole che buona parte del successo dipenderà dalla volontà o meno dei miei compaesani di concentrarsi sul fatto che uno di loro, per la prima volta, potrebbe sedersi al Pirellone. Inutile nascondere che l'appartenenza a questo o quell'altro schieramento offre a chiunque un pretesto per dire sì, oppure no.
Lo definisco appositamente un pretesto perché se l'avere un consigliere regionale potrebbe essere un grande passo avanti per il nostro paese, la questione partitica (banalmente, il ritornello “Ti voterei, ma sei del Pd”) viene assolutamente in secondo piano. Questo se si crede che avere un rappresentante a Milano, il primo della nostra storia, sia un valore aggiunto per tutti. Se questo è il pensiero, il resto è contorno. Se invece prevalgono altri pensieri, meglio non nascondersi dietro l'alibi di un partito, qualunque esso sia.
Lo dico con profonda convinzione: chi pensa che in questi nove anni, al netto delle difficoltà, la situazione di Albese con Cassano sia in qualche modo migliorata non può che sostenermi. Chi, invece, crede il contrario avrà buon gioco nel non dover nascondersi dietro a chissà quali problemi di schieramento, visto e considerato che la legge regionale consente addirittura di votare un consigliere del Pd e, al contempo, di sostenere un candidato di uno schieramento opposto. Semplice, insomma.
Per il territorio, i miei propositi futuri sono quelli che mi hanno accompagnato negli ultimi anni. La cura per la montagna e per valletti e torrenti, la realizzazione del secondo lotto della Tangenziale, la gratuità del primo lotto, la ricostituzione dell'unità sanitaria della nostra provincia, il miglioramento delle reti ferroviarie e dei trasporti in genere sono temi sui quali mi sono già speso e che, dunque, non rappresentano slogan elettorali, bensì profonde convinzioni. E' chiaro che farlo da sindaco di Albese con Cassano è una cosa, spingere invece da consigliere regionale è tutt'altra. Ecco lo spirito che mi muove e, di questo, ne ho già dato prova.
Ultimo, ma non ultimo, il pensiero agli iscritti al partito per il quale ho l'onore e l'onere di correre. E' del tutto evidente che il voto regionale rappresenterà una corsa – apparentemente impari, ma forse soltanto in apparenza – tra chi del Pd comasco ha retto le sorti negli ultimi dieci anni e chi, invece, ne rappresenta una sorta di discontinuità gestionale. Non è un mistero per nessuno che sia così e, conseguentemente, anche in questo caso la scelta è in qualche modo serena. Coloro che pensano che il modello fin qui applicato garantisca la giusta rappresentanza del partito in organi e istituzioni non può che scegliere una via; chi invece crede ci sia bisogno di una ventata d'entusiasmo ha una concreta alternativa. Non è una guerra personale, ma una contrapposizione di modelli, l'uno già applicato, l'altro tutto da scoprire. Nulla più.
Voci, vocine, dicerie, balle spaziali e quant'altro in questo momento circola per giustificare l'una o l'altra strada sono inutili. La riflessione, profonda, che sta dietro alle diverse candidature in campo è soltanto questa. Chiunque di noi lo sa bene. Per questo motivo non serve arrampicarsi sui vetri per spiegare legami e fedeltà varie. Basta dire le cose come stanno e agire di conseguenza. Domenica è vicina, per fortuna. Lunedì, finalmente, sarà un altro giorno.



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