LA STRADA, L'UNICA INCOLPEVOLE DEI NOSTRI SBAGLI (tempo di lettura: 7') - Alberto pensa - Alberto Gaffuri

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LA STRADA, L'UNICA INCOLPEVOLE DEI NOSTRI SBAGLI (tempo di lettura: 7')

Pubblicato da in Alberto il sindaco ·
Presupposto di partenza. Il primo e unico pensiero, da mercoledì, va alla salute di Filippo. Questo non perché conosco lui, mamma, papà e una fetta importante della sua famiglia, ma perché non può che essere così. Di fronte al dolore, specie quando riguarda un bambino, non c'è altra questione che tenga. Tutto il resto viene dopo.
Esaurito questo primo, doveroso, passaggio, viene poi il momento di dire le cose come stanno. Ho lasciato passare qualche ora prima di farlo, perché quando si riveste un incarico istituzionale è bene non reagire d'impulso, ma provare a spiegare nel merito le questioni in gioco.
Vado per gradi.
Primo punto. Le vie Roma e Veneto non sono strade comunali, ma sono di competenza provinciale. Ciò significa che il Comune non può in alcun modo intervenirci, se non dopo essere stato autorizzato dall'Amministrazione Provinciale di Como.
Punto due. Sulle Provinciali – e la Sp 37 è una di queste – non sono previsti dossi. Il Comune non può realizzarli, a prescindere dal fatto che voglia farlo, oppure no. Già in passato, chi mi ha preceduto aveva progettato l'innalzamento della sede stradale in concomitanza con la piazza. Come è facile intuire, non è stato possibile farlo.
Punto tre. Sulle Provinciali esistono i semafori pedonali. Ovviamente, però, non vengono autorizzati a distanza troppo ravvicinata l'uno dall'altro. Sulla Sp 37, per esempio, ad Albese con Cassano ce ne sono due: uno alla Pesa, l'altro all'altezza del centro civico-posta. Stendo un velo pietoso circa il loro rispetto da parte di chi sta al volante. Ogni scusa è buona per passare comunque. E lo sappiamo bene, tutti.
Punto quattro. Lo spartitraffico centrale, quello che consente di attraversare una corsia per volta, è pressoché improponibile. Il calibro della strada, troppo contenuto, non consente di creare un'isola centrale sufficientemente ampia per dare al pedone un posto sicuro dove sostare.
Quale soluzione, dunque?
La mia, beninteso, non è una provocazione. Lo sfogo che leggerete nasce dalla consapevolezza che il sindaco non ha super-poteri, né può inventarsi stratagemmi al di fuori delle sue competenze. Forse mi piacerebbe. Anzi, mi piacerebbe di sicuro. Così, però, non è. Purtroppo. Provo sincero affetto per tutti coloro che, a vario titolo, dimostrano di stimarmi a tal punto da chiedermi spesso interventi che non posso attuare. So che la loro non è polemica, ma l'unico modo che hanno in mente per poter dare una spinta. Non sempre, però, è possibile. E me ne dispiaccio. Davvero.
Cosa possiamo fare, dunque?
Per prima cosa, dico ciò che abbiamo già fatto.
Come spostare il traffico dalla Sp 37? Rendendo più fluida la sottostante Como-Lecco. L'iter è stato iniziato nel 2009; la nostra quota di denaro versata nel 2012; l'appalto – di competenza provinciale – effettuato nei mesi scorsi. A lavori completati, una fetta delle auto che transitano sulla vecchia provinciale si spera si sposti di sotto.
Secondo passaggio: creare una viabilità interna alternativa agli sbocchi diretti sulla Como-Lecco. Ecco l'allargamento di via Colombo, la realizzazione di via Magni, il collegamento (da completare) tra il cimitero e la via Montello, la realizzazione di via Manara, l'allargamento (in corso) di via Giotto.
Terzo punto. Gestire direttamente la Sp 37. Diversamente dai paesi confinanti, Albese con Cassano ha infatti detto sì alla proposta dell'Amministrazione provinciale di Como di prendersi in carico il tratto di strada qualora la stessa decidesse di dismetterlo. Chiaro che la manutenzione (asfaltatura e spalatura) potrebbe diventare un costo importante per la nostra collettività; altrettanto, però, che a quel punto si potrebbero introdurre correttivi – come spiegato prima - a oggi inattuabili.
Si tratta, come è facile intuire, di un grande progetto varato nel 2009 e che, a passi lenti (ma non per colpa del Comune) si sta concretizzando. E' chiaro che quando qualcosa è realizzato ce lo si dimentica; con questo breve elenco, sarà più semplice capire le motivazioni delle scelte effettuate.
A corollario ci sono tanti piccoli pezzi. Li elenco.
Il rifacimento parziale del marciapiede di via Roma, la progettazione (in attesa di autorizzazione da parte dell'Amministrazione provinciale) del collegamento pedonale tra via Roma e via Carso, il semaforo della Pesa – piaccia o meno, se rispettato non crea incidenti stradali – lo smussamento (in programma a inizio settembre) dell'innesto sulla Como-Lecco della via Stoppani, la sistemazione dell'innesto di via Calvino sono tutti pezzettini di un puzzle ben più complesso che ho cercato sommariamente di raccontare.
Tanto? Poco? In tutta onestà, molto più di quello che avevo promesso a suo tempo, quando mi candidai a sindaco. I programmi elettorali sono depositati in Comune. Chiunque può sincerarsene.
Vorrei fare di più? Certamente. Chi non lo vorrebbe. La realtà, però, a volte confligge con i desideri. Così è nelle nostre singole case; a maggior ragione lo è in municipio, la casa di tutti.
A oggi, l'unica ricetta che vedo è rispettare, e chiedere il rispetto, della regolamentazione esistente. Viaggiamo al massimo a 50 all'ora, riduciamo la velocità vicino ai passaggi pedonali e alle fermate dei bus, rispettiamo i semafori e poniamo grande attenzione quando passiamo nei punti più trafficati. Se ognuno di noi farà la sua parte il problema risulterà non dico risolto, ma quantomeno attenuato. La strada non ha colpe; noi, quando la utilizziamo male, invece sì.




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