DALLA MINACCIA NUCLEARE ALL'INDUSTRIA CHE RIPARTE, 13 GRADI, D'ESTATE, SONO PROPRIO POCHI (tempo di lettura: 3') - Alberto pensa - Alberto Gaffuri

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DALLA MINACCIA NUCLEARE ALL'INDUSTRIA CHE RIPARTE, 13 GRADI, D'ESTATE, SONO PROPRIO POCHI (tempo di lettura: 3')

Pubblicato da in Semplicemente Alberto ·
Quale sarà la notizia del giorno? Senza dubbio i 13° registrati in tarda mattinata dalle nostre parti. Tra trombe d'aria in riva al mare, campeggi evacquati a causa del maltempo e fiumi di fango a invadere strade e piazze, una fetta di Bel Paese si trova ancora una volta a fronteggiare l'emergenza-incendi. Lo Stivale è tanto lungo che se da una parte ci sono pioggia, grandine e addirittura neve, dall'altra volano aerei che buttano migliaia di metri cubi d'acqua sulla vegetazione in fiamme, con tanti vigili del fuoco impegnati a terra per evitare che qualcuno si faccia davvero male e perfino qualcuno di loro che, un po' per noia, un po' per essere rimborsato, pensa pure di improvvisarsi piromane quasi non bastassero quelli che già lo fanno già di professione.
Nel profondo Nord, a due passi da Bergamo, c'è chi in pieno giorno trasforma il paese in un moderno Far West, con prioettili che vagano ogni dove e la sensazione che la malavita, oggi più di ieri, creda di poter fare quel che vuole; sul Gargano, in provincia di Foggia, a terra rimangono in quattro, due dei quali sfortunati testimoni di un agguato di cui avrebbero volentieri fatto a meno. Segnali inquetanti? Di sicuro, episodi che non rallegrano.
Il Parlamento, bontà sua, in questi giorni è chiuso, per cui da una parte l'aumento della produzione industriale (+5,3% a giugno rispetto al giugno 2016), dall'altra la riduzione degli sbarchi (gli immigrati, stante la stretta libica, puntano più su Spagna e Malta e meno sulle nostre coste) hanno così poca grancassa da sembrare fenomeni quasi normali. I talk show, del resto, languono. Gli attacchi via social, conseguentemente, si fanno tremendamente meno incisivi. Almeno quelli nostrani.
Lo è sicuramente di più il tweet del presidente americano Trump, che senza mezze misure si dice pronto a colpire la Corea del Nord. Fedele alla sua linea, a rispondergli è l'avversario coreano, che con l'ingenuità di chi certi armamenti non dovrebbe averne a disposizione, parla di scontro nucleare quasi fosse una passeggiata. Soltanto pochi giorni fa, l'anniversario dell'atomica di Hiroshima – era il 6 agosto 1945 – ci aveva fatto riflettere sull'enormità di un fatto accaduto ormai 72 anni fa.
Fu un punto cruciale nella storia dell'uomo, così come altri fatti destinati a creare memoria collettiva, per non dimenticare. Peccato, però, che il tempo – e la nostra poca attenzione – medichi tutte le ferite. Anche quelle che dovrebbero continuare a sanguinare.



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