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LE MILLE INSIDIE DEL VOTO PROVINCIALE

Pubblicato da in Alberto e la politica ·
Le elezioni provinciali sono di secondo livello. Non vota il popolo, ossia il complesso dei cittadini con più di 18 anni d'età, bensì soltanto i sindaci e i consiglieri comunali dei comuni della provincia chiamata a eleggere il suo Consiglio provinciale.
I candidati non sono scelti in base alle preferenze che potrebbero raccogliere tra la popolazione, ma dai partiti sulla base di altre valutazioni, prima fra tutte la volontà dei candidati stessi di lavorare due anni a Villa Saporiti consapevoli non solo di farlo a titolo gratuito, ma anche di avere pochi margini di manovra.

Il candidato dell'Erbese

Le imminenti elezioni a Como, Cantù ed Erba – previste nella primavera di quest'anno – hanno di fatto eliminato dai papabili candidati i consiglieri di queste tre città. Qualora gli stessi non fossero rieletti nei loro comuni, infatti, decadrebbero automaticamente dall'incarico in Provincia. Da qui, la saggia decisione di non ricandidarli nelle liste sottoposte domenica agli amminitratori.
Sgombero subito il campo dai dubbi. Così come due anni fa, mi auguro che il sindaco di Merone, Giovanni Vanossi, sia eletto in Consiglio provinciale. Auspico, dunque, non solo che sia rivotato dagli amministratori che lo votarono due anni or sono, ma che a questi possano aggiungersene altri – magari a Erba, a Como o a Canzo – che ne aumentino il consenso per assicurargli la riconferma. Erba e il territorio circostante non possono non avere un loro rappresentante in Provincia di Como. L'impegno profuso in progetti come Expo Green Land e, più in generale, nel dare un ruolo strategico a Lariofiere nella gestione turistica provinciale, impongono agli amministratori dell'Erbese, di centro-sinistra e non, un sostegno oltre gli schieramenti partitici.
Perché scriverlo pubblicamente? Perché è bene fare chiarezza, spiegando al contempo il meccanismo che regola queste elezioni e la necessità, pertanto, che sia il partito di riferimento a dettare la linea per non lasciare che il lavoro fin qui fatto vada perso, addossandone successivamente ad altri la colpa.

Il meccanismo di voto

In qualsiasi elezione, le regole del gioco sono decisive. Questo, a maggior ragione per elezioni di secondo livello. Due indicazioni su cui riflettere. Come già detto, sono chiamati al voto soltanto i sindaci e i consiglieri comunali dei Comuni appartenenti alla Provincia di Como. Non vota la popolazione, insomma, bensì i suoi rappresentanti. Prima di entrare nella cabina, ogni elettore (appunto sindaci e consiglieri) riceve una scheda, che può essere di cinque colori differenti in base al numero di abitanti del paese dal quale quel consigliere o quel sindaco proviene.  
Nel dettaglio, la scheda sarà blu per i Comuni fino a 3mila abitanti; gialla sotto i 5mila; grigia fino a 10mila; rossa sotto i 30mila (Erba, Olgiate Comasco e Mariano Comense) e verde al di sotto dei 100mila (Como e Cantù). A ogni colore corrisponde un peso elettorale diverso. La scheda blu vale 21 voti, gialla 54, grigia 91 voti, rossa 171 voti (Erba, Olgiate Comasco e Mariano Comense), verde 354 (Como e Cantù).  

Così nel 2014

Due anni e mezzo or sono, Vanossi fu eletto con 3544 voti. A Erba ottenne una sola scheda (pari a 171 voti, contro i 516 – ossia tre schede – raccolti dalla candidata presidente Livio nella medesima tornata), a Como nessuna. Oltre a Vanossi, nella lista “Verso una nuova Provincia” furono eletti Fiorenzo Bongiasca (Gravedona, 5991 voti), Ferruccio Cotta (Bulgarograsso, 5270), Mirko Baruffini (Uggiate Trevano, 5096),  Guido Frigerio (Como, 4314) e Guido Rovi (Como, 3181).
Pd e “Verso una nuova Provincia” auspicano che i quattro consiglieri uscenti che si ricandidano (Bongiasca, Cotta, Baruffini e Vanossi) siano rieletti. Nei fatti, è sufficiente che i due consiglieri di Como che non possono ricandidarsi diano indicazioni a favore dei loro quattro ormai ex colleghi e il gioco è fatto. Se fossero convincenti, infatti, i quattro avrebbero immediatamente a disposizione poco meno di 2mila voti a testa. Aggiungendo i sostegni territoriali a loro direttamente legati, la rielezione sarebbe assicurata.

Il mio pensiero personale

Accadrà questo? Non lo so. A prescindere, ritengo doveroso che Giovanni sia riconfermato. Questo, anche con il sostegno dei tanti dell'Erbese che due anni fa non lo sostennero. Tra l'altro, nella lista di centro-sinistra è uno dei pochi sindaci che si è detto disponibile a darsi da fare. Non si tratta di un dettaglio insignificante, anzi.
Tralascio volutamente qualsiasi assurdo retropensiero circa il sostegno alla candidatura del giovane Alberto Magistro.
Alberto, consigliere comunale a Casnate con Bernate, ha 24 anni, la giusta dose di sfrontatezza per non temere di sbagliare e la volontà di mettersi in gioco. Troppo poco? Lo diranno gli amministratori, ma è bene sia stata data a lui l'opportunità di provarci, così come del resto accadrà per altri candidati under 30.
Perché lo cito? Perché attorno al suo profilo in molti, troppi, hanno visto la volontà di contrapporlo (chissà perchè, poi?) a Giovanni.
Come è facile comprendere a chi non sia avvezzo a giochi e giochetti para-politici, non si tratta affatto di due candidature che si contrappongono l'un l'altra. Inutile soffermarcisi sopra, dunque. Per questo motivo, farlo credere equivale a prendere in giro quelli a cui lo si dice.



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