ADDIO, FAGGIO SPETTACOLARE - Alberto pensa - Alberto Gaffuri

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ADDIO, FAGGIO SPETTACOLARE

Pubblicato da in Alberto il sindaco ·
Uno dei due splendidi faggi che dominano il parco comunale sarà abbattuto. L'operazione sarà effettuata domani, sabato 11 novembre, e proseguirà presumibilmente durante l'intera giornata. A malincuore, il Comune di Albese con Cassano si è trovato nella condizione di dover tagliare al piede il Fagus sylvatica rubra. Il perché è presto detto. Dopo anni di osservazioni volte a monitorare il progressivo deterioramento della pianta, il sopralluogo dell'agronomo Ismaele Pozzoli condotto lo scorso 20 ottobre ha sentenziato che l'esemplare – citazione testuale - “sia ormai prossimo alla morte fisiologica”, condizione che rende l'ipotesi più deleteria, vale a dire un suo improvviso cedimento, “tutt'altro che improbabile, soprattutto in corrispondenza di eventi meteorici intensi”. Una considerazione, quest'ultima, che mal si sposa con la posizione della pianta (cresciuta assieme alla sua “gemella”, a oggi fortunatamente non malata come la “sorella”, proprio all'interno del parco del municipio) e con il timore che una improvvisa caduta della stessa potrebbe trasformarsi in rovinosa non solo per le cose, ma anche per le persone, tra cui centinaia di bambini e ragazzi, che ogni giorno frequentano lo spazio pubblico. Alto circa 18 metri da terra, e con una chioma del diametro di una quindicina, il faggio ha “da diversi anni iniziato una spirale di decadimento progressivo”. Il colletto è stato attaccato da un fungo lignivoro, l'Armillaria, che è “capace di degradare l'apparato radicale, la zona del colletto e il fusto”. Ciò rende le radici superficiali “del tutto insufficienti a mantenere la struttura vegetativa”, fattore che provoca il disseccamento della chioma, visibile anche all'occhio non esperto. Il fusto, inoltre, è stato attaccato da un altro fungo lignivoro, il Phellinus”, che si caratterizza per la capacità di “provocare cedimenti improvvisi di singole branche o del fusto”. Nell'esemplare in questione, “l'evasione del fungo raggiunge livelli preoccupanti (…) a circa 5 metri d'altezza”. Infine, sulle ramificazione non mancano zone attaccate da funghi saprofiti del genere Schizophyllum. Per salvaguardare l'integrità dei fruitori del parco, dunque, non c'è altra soluzione al di fuori dell'abbattimento programmato per domani, azione certamente non piacevole da avallare, ma certamente necessaria per evitare guai peggiori.



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