L'AUTOVELOX SPAVENTA. VICINO A CASA, PERO', PIACE A MOLTI - Alberto pensa - Alberto Gaffuri

Vai ai contenuti

Menu principale:

L'AUTOVELOX SPAVENTA. VICINO A CASA, PERO', PIACE A MOLTI

Pubblicato da in Alberto il sindaco ·
Su un fatto siamo pressoché tutti concordi. La via Montorfano è pericolosa. Dall'inchiesta effettuata la scorsa settimana dal Giornale di Erba, infatti, emerge chiaramente un dato: gli Albesini, o almeno coloro che hanno voluto parlare con il giornalista che ha effettuato le interviste, hanno bene in mente che via Montorfano è stretta, senza marciapiede e sempre più frequentata. Questo, anche a seguito degli insediamenti residenziali autorizzati (ante 2009) tra le vie Calvino e Manzoni. In sintesi, oltre 7mila veicoli al giorno (poco meno di quanti ne passano sulla Tangenziale di Como) sono troppi, specie perché non appartengono soltanto ai residenti che ne conoscono palmo a palmo le caratteristiche.
Un'altra conferma pare evidente. Lo spauracchio del VelOk (così sono chiamati i bidoni color arancione posizionati nelle scorse settimane) ne ha ridotto notevolmente le velocità di percorrenza. Ciò, al netto delle sanzioni, delle quali al momento non si ha alcuna notizia ufficiale. In sostanza, non sono le multe l'oggetto della discussione, quanto le strutture mobili atte a ospitare l'autovelox.
Presupposto di partenza, chiaro pressoché a chiunque. Allargare la strada è di difficile attuazione. Trasformarla in un senso unico significherebbe innalzare ulteriormente le velocità di punta (detto che il 66% dei veicoli in transitano viaggia al di sotto del limite di 50 orari), costruire un marciapiede lungo tutta la tratta non è attuabile nell'immediato non solo per questione di costi, ma anche perché per farlo andrebbero rimossi numerosi punti-luce, oltre che occupate molte proprietà private confinanti con la strada. Non è detto non si possa fare in futuro; se non è stato fatto fin qui (e il problema è noto da decenni, non è scoppiato ora), però, evidentemente una motivazione ci sarà pure. Aggiungo: con pochi accorgimenti nei punti d'accesso, la via Manzoni assicurerebbe un discreto passaggio ciclo-pedonale parallelo a via Montorfano. Concentrarsi su questo, insomma, renderebbe tutto più semplice.
Fatto il quadro, ancora una volta, sulle motivazioni che hanno portato alla posa del VelOk (e tralascio, volutamente, le numerose richieste giunte negli anni dagli abitanti di questa zona), aggiungo un paio di semplici considerazione sulle quali soffermarsi un po'.
La prima è di natura strettamente economica. Nessuno ha intenzione di “fare cassa” con l'autovelox. La rilevazione della velocità, di qui in poi, sarà effettuata a spot, al solo scopo di evitare che, passato il timore dei primi giorni, i passaggi sulla via tornino a essere troppo veloci. Sfido bonariamente chiunque, specie coloro che non si mostrano pubblicamente per paura di chissà cosa, a verificare negli atti ufficiali della polizia locale quali saranno le entrate determinate dal VelOk. Se le stesse consentiranno di raddrizzare il bilancio – peraltro piuttosto equilibrato – del nostro Comune, avranno avuto ragione. Così non fosse, però, mi piacerebbe che il cicaleccio fosse da loro stessi smentito. Questi dati saranno facilmente verificabili, ragion per cui chiunque ne avrà voglia potrà chiederne ufficialmente conto. E' una provocazione? Forse sì. Di certo è un modo per richiamare tutti – me compreso – a una maggior serenità di giudizio, al netto di frasi a effetto non sostenute dai fatti.
La seconda, invece, è di natura più generale. Il controllo della velocità è talmente indigesto – almeno secondo ciò che qualcuno vorrebbe fare credere – che negli ultimi giorni mi è stato richiesto (e anche il Giornale di Erba conferma questo trend) da numerosi abitanti delle vie Roma, Vittorio Veneto, Lombardia, Aldo Moro, Alzate, Manara, Calvino e Piave, tanto per citare soltanto alcune delle numerosissime sollecitazioni che mi sono state date.
Tutte queste considerazioni mi fanno pensare che, polemiche a parte (e ci stanno; ogni novità le porta con sé), moltissimi di noi siano consci che contro l'abitudine a schiacciare l'acceleratore in paese ci sia davvero poco da fare, se non provare a “colpire” di tanto in tanto chi proprio non vuole uniformarsi ai limiti esistenti.
Si è partiti da via Montorfano perché ci sono numerosi incroci pressoché cieci (via Calvino, via Manzoni, via Petrarca, via Leopardi) e nessuno spazio per i pedoni. Altrove ci penseremo, magari tutti assieme.
Ci diamo appuntamento in autunno per discuterne al centro civico? Potrebbe essere un buon modo per schiarirsi vicendevolmente le idee.




Nessun commento

Torna ai contenuti | Torna al menu