MIGRANTI: NESSUNA SPESA A CARICO DEL COMUNE DI ALBESE CON CASSANO (SCARPE ANTINFORTUNISTCHE A PARTE) - Alberto pensa - Alberto Gaffuri

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MIGRANTI: NESSUNA SPESA A CARICO DEL COMUNE DI ALBESE CON CASSANO (SCARPE ANTINFORTUNISTCHE A PARTE)

Pubblicato da in Alberto il sindaco ·
Siamo alle solite. Per non creare allarmismi, meglio fare chiarezza, dunque.
Ad Albese con Cassano, a partire dallo scorso 23 marzo, sono iscritti all'anagrafe quattro richiedenti asilo provenienti dalla Nigeria. Gli stessi sono stati accolti da Villa San Benedetto. Il Comune, precedentemente, aveva infatti dichiarato l'indisponibilità di spazi atti allo scopo alla Prefettura di Como, competente in materia. Lo stesso municipio – è bene ribadirlo - non ha alcuna voce in capitolo sulla decisione di privati di ospitare migranti.

L'arrivo di queste quattro persone (due uomini e due donne incinte, di religione cristiana) è stato gestito dalla cooperativa Symplokè Onlus di Como. Ho subito contattato quest'ultima affinché alla presenza in paese corrispondesse un'attività a favore dello stesso.  Abbiamo concordato – a costo zero per le casse municipali – di impiegare i due uomini nella pulizia delle strade e delle piazze, compatibilmente con le attività già avviate in autonomia dalla cooperativa. Ciò, di norma, avviene nella mattinata di sabato.

Non ci sono stati costi a carico della collettività, se non la consegna di due pettorine da lavoro (che poi potranno tranquillamente essere riutilizzate) e di due paia di scarpe antinfortunistiche. Le spese assicurative sono state sostenute direttamente dalla cooperativa che si occupa di queste persone. Nel frattempo, le due donne hanno dato alla luce i loro piccoli, che sono dunque nati in Italia nei mesi scorsi.

Tutta questa procedura non è affatto segreta. La convenzione che regola i rapporti tra Comune e cooperativa è stata approvata dalla giunta lo scorso 27 gennaio e, a quel punto, non solo pubblicata all'albo on line, ma anche comunicata come sempre avviene ai capigruppo di maggioranza e minoranza. Per inciso, sul tema non ci sono state prese di posizione ufficiali da parte di alcuno dei membri del Consiglio comunale, che ringrazio per non aver speculato su un fatto di così semplice lettura e per il quale il Comune non ha alcuna responsabilità diretta.

La convenzione – a scanso di equivoci - non riguarda la “questione migranti” esplosa durante l'estate a Como San Giovanni e per la quale, personalmente, avrei preferito una diversa gestione, concordando in linea di principio sull'impossibilità di lasciare centinaia di persone (tra le quali decine e decine di minorenni) accampate in un prato in centro città in attesa di eventi. Non c'è alcuna correlazione tra gli arrivi alla stazione e le persone ospitate da San Benedetto, così come chiaramente dimostrano le date sopra indicate.

Spiace constatare, però, che – evidentemente disinformato sui fatti – Matteo Vitali lasci aleggiare chissà quali misteri dietro alla presenza di questi quattro adulti (e due neonati) in attesa di riconoscimento di status ad Albese con Cassano: l'Amministrazione comunale non ha in alcun modo avuto voce in capitolo sulle fasi dell'accoglienza, se non nel momento in cui ha chiesto (e ottenuto) dagli uomini un aiuto gratuito per la pulizia del parco, dei marciapiedi e delle piazze. Il tutto, ribadisco, senza costi (scarpe a parte) per la collettività. Poco o tanto gli ospiti facciano, è sempre un miglioramento per tutti noi.

Chiudo con una semplice considerazione di metodo. Sarebbe stata sufficiente una telefonata per avere un quadro certo della situazione. Questo hanno fatto molti compaesani; a chi me l'ha chiesto ho dato, come sempre cerco di fare, la medesima risposta.



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