CHI E' SENZA PECCATO (PRIMA SI ACCERTI DI ESSERLO, POI) SCAGLI LA PRIMA PIETRA - Alberto pensa - Alberto Gaffuri

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CHI E' SENZA PECCATO (PRIMA SI ACCERTI DI ESSERLO, POI) SCAGLI LA PRIMA PIETRA

Pubblicato da in alberto il sindaco ·
Quando i Comuni non pagano il conto sarebbe bene non inserirli in una lista di proscrizione pubblica da inviare al giornale. Invece di farlo, forse, varrebbe la pena di accertarsi che davvero gli stessi non abbiano pagato e, qualora così fosse, provare ad alzare il telefono per conoscerne le motivazioni. Questo, non solo per una questione di forma (quantomai importante quando si discute tra istituzioni e non tra singoli cittadini), ma anche di sostanza. Per farlo, ripeto, ci vuole poco: si alza il telefono e si compone un numero più volte fatto in passato al solo fine di chiarire se dietro a cifre ininfluenti come quelle sbandierate sabato scorso ci sia una dimenticanza (l'involontaria svista di un funzionario), oppure altro. Magari anche del creditore, come in questo specifico caso. Che sia l'una o l'altra la spiegazione, mi fa sorridere smentire il fatto che il Comune di Albese con Cassano sia incorso nell'enorme debito di 58,09 euro nei confronti del Comune di Erba, ente tradizionalmente di riferimento per il paese e con il quale i rapporti sono sempre stati – e saranno di qui in poi - all'insegna della massima correttezza. Ciò, anche per una mai celata amicizia personale nei confronti dei suoi amministratori, la gran parte dei quali sono convinto nemmeno sapesse dell'uscita tutt'altro che felice dell'assessore al bilancio. Non c'è alcuna “difficoltà finanziaria” dietro a questo report, quantomeno per il Comune che rappresento. Leggo, peraltro, che anche il Comune di Anzano del Parco si è detto coinvolto per errore nell'elenco fornito al giornale. Il Comune di Albese con Cassano, insomma, ha regolarmente versato il dovuto e, peraltro, l'ha fatto ben prima del sollecito, in data 3 febbraio. Così, almeno, mi informa l'Ufficio Ragioneria. Non è bello essere tirati in ballo quando non c'è la materia per cui si è chiamati in causa; lo è ancor meno quando questa situazione non accade a noi come persone, ma in quanto rappresentanti delle istituzioni. Istituzioni peraltro già abbondantemente bersagliate dallo scherno degli abitanti, giustamente impazienti di toccare con mano opere, manutenzioni e lavori qua e là che faticano a concretizzarsi. La prossima volta – è il mio consiglio spassionato - evitiamo di sparare nel mucchio. Così facendo non facciamo altro che farci del male da soli. Meglio, dunque, una mail o, come appena scritto, la più semplice delle chiamate. Ci sarà una spiegazione dietro un supposto ritardo. A volte, peraltro, a doverla dare non è il fantomatico debitore, ma il creditore disattento.




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