COMO, OVVERO LA PROVINCIA DEL LARIO - Alberto pensa - Alberto Gaffuri

Vai ai contenuti

Menu principale:

COMO, OVVERO LA PROVINCIA DEL LARIO

Pubblicato da in Alberto e la politica ·
Tags: #Como#Lario#AreaVasta#spezzatino
Per decenni si è criticata l'assenza di Como sullo scacchiere regionale e nazionale. Sono anni che non c'è un assessore regionale che profumi di lago; nell'esecutivo nazionale, ironia della sorte, la distanza temporale è perfino superiore. Ora, per uno strano gioco del destino, Regione Lombardia propone di dividere la Provincia di Como, e dunque il suo lago, in tre diverse aree; le stesse – qualora passasse questa proposta - finirebbero per accorparsi ad altrettante aree vaste diverse , smembrando per sempre quella che era l'unicità della Provincia così come l'abbiamo vissuta fino a oggi.
L'occasione è ghiotta per riaffermare l'unità del nostro territorio; ancor più per rivendicare quel ruolo di indirizzo per i territori circostanti – quantomeno per l'attuale provincia di Lecco, legata a quella di Como fino al 1992 e da lì in poi diventata autonoma – che, come abbiamo detto, nei decenni pare essersi progressivamente affievolito.
Poco importa quale sia la causa per cui ci siamo arrivati (lo “spezzatino” cucinato dallo chef regionale, alla faccia di chi dice di proteggere le autonomie e le tradizioni locali); essenziale è che si colga la palla al balzo, evitando che altri prima dalla parte di chi ha proposto la frantumazione della Provincia di Como adesso se ne ergano addirittura a salvatori. Il tutto, nel giro di qualche settimana.
Forse serve scomodare la storia per ricordare che al preesistente Contado di Como gli Austriaci – fu l'imperatore Giuseppe II, correva l'anno 1786 – legarono i destini delle aree di Varese e Lecco, decisione peraltro ripresa da Napoleone col suo Dipartimento del Lario (1797-1798) e poi dal Regno Lombardo-Veneto, fino all'annessione al Regno di Sardegna.
Como, Varese e Lecco, con Como indiscusso capoluogo tra i tre, rimase l'unità territoriale di riferimento fino al 1927, anno a partire dal quale Varese e Gallarate furono unite a formare una nuova provincia, e Como rimase con Lecco a comporre una sorta di provincia del Lario.
Nel 1992, come detto, la secessione lecchese.
Ora, a distanza di quasi 25 anni, la riforma collegata alla creazione delle cosiddette aree vaste ci pone di fronte alla responsabilità di tradurre in fatti la nuova architettura istituzionale proposta dal Parlamento. Che sia un bene, oppure un male, non è questo il tema: la questione è rivendicare per Como un ruolo da protagonista e non, invece, di accettarne la subalternità rispetto a Varese, Lecco, Monza o chicchessia.
Una scelta di campo, che non può essere messa nell'angolo in ragione di altre logiche. Qualunque esse siano.



Nessun commento

Torna ai contenuti | Torna al menu